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Ciclismo, Rebellin rompe il silenzio: "Doping?
(EN) Davide Rebellin,.In un primo momento sembrava che la squadra avrebbe puntato solo sul giovane Cunego, futuro del ciclismo italiano, e si sarebbe privata dell'esperto Simoni, visti i contrasti dei due nell'ultimo anno.La tappa si accese nella salita che portava i corridori sul passo del Furcia.Alla 7 tappa con arrivo a Montalcino termina al secondo posto battuto dal campione del mondo Cadel Evans.Al primo anno arrivano immediatamente due successi, Giro d'Oro e Giro del Medio Brenta.Le iniziative si aprirono con una lettera del presidente del DOA, il dottor Theodor Lewald, al sindaco di Berlino Gustav Böss, il 25 febbraio 1929.Le Classiche delle istanza permesso premio Ardenne, grande obiettivo stagionale, e il Giro d'Italia si rivelano fallimentari.In chiusura di stagione, a causa della mancata convocazione nella nazionale italiana, decide di correre il campionato del mondo con i colori di quella Argentina : il ritardato arrivo del passaporto, però, non glielo permette., grazie ai piazzamenti nelle classiche del calendario (quarto all' Amstel.Dopo un breve viaggio privato in Germania nel 1938, rientrò in patria solo nel 1952; minata da un tumore più volte operato, sposò un ingegnere civile e morì l'anno dopo a soli 43 anni.Mentre frequentava ancora il liceo, vinse ai Giochi di Amsterdam la medaglia d'oro del fioretto donne: sul podio, però, anziché la bandiera tedesca Helene tenne in mano il piccolo vessillo nero, bianco, e verde del suo club.La cosa non sfuggì al CIO, che fece pervenire subito la raccomandazione di "accogliere tutti o nessuno".A fine settembre in Indonesia arrivano invece i primi successi, quando fa sua in solitaria, alla veneranda età di 46 anni, la prima tappa dell' International Tour de Banyuwangi Ijen, 53 conquistando anche la classifica generale della breve corsa a tappe; 54 il 12 ottobre.La rivalità era aspra, quasi non si parlavano.Anche la medaglia fu maltrattata, scagliata contro un muro e raccolta dal suo compagno di camera, il discobolo Giorgio Oberweger, che gliela ridiede il giorno dopo.Inizia il Giro del Centenario con molta carica e promette battaglia assieme ai grandi.Per riassumere i successi ottenuti buono sconto granoptic dalle due atlete, si può ricordare che al termine della carriera Valla aveva all'attivo un titolo olimpico, un mondiale eguagliato mai omologato, 27 record italiani in dieci anni, 14 titoli italiani assoluti, 16 partecipazioni in nazionale azzurra con 25 vittorie;.
Morì il urante la ritirata di Russia, quando al comando del 4 squadrone dei Savoia Cavalleria a Isbuschenskij guidò la carica, spezzando l'accerchiamento delle nostre truppe a prezzo della vita.
In una semifinale, spinta dal vento, Valla scese a 11,6, che valeva il mondiale dell'epoca, mentre nell'altra Claudia arrivò terza e rischiò l'esclusione.



Tenta la vittoria di tappa e ci va vicino con un terzo posto e un quarto posto di tappa.
Fin da quando la Germania era rientrata nella comunità olimpica, in occasione di Amsterdam 1928, aveva ripreso vigore in seno al Comitato olimpico tedesco (DOA, Deutschen Olympische Ausschuss ) l'idea di chiedere quei Giochi già ottenuti nel 1916 e che, prima della cancellazione a causa.
Il bilancio organizzativo ufficiale, alla fine, mostrò un attivo.000.000 di marchi dell'epoca, grazie a contributi generosi quali un milione di marchi delle Poste con una percentuale sulle emissioni filateliche.

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